Canadesi all’arrembaggio - Rava Realty

Canadesi all’arrembaggio

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La relazione sul terzo trimestre 2011 redatta da Miller Samuel ci mostra come l’attività di vendita sia cresciuta del 16,7% rispetto allo stesso periodo l’anno passato.
I prezzi si sono mantenuti pressoché stabili con un incremento del 3,2% del prezzo al piede quadrato.
L’influsso di compratori internazionali continua a rendere Manhattan un mercato unico, dove gli investimenti stranieri mantengono la volatilità dello stesso più bassa.
La ripresa del mercato degli affitti è senza dubbio uno dei fattori principali che attrae gli investitori.

L’unità fa la forza
Dal giornale The Real Deal: un gruppo di 53 Americani di origine Cinese in sindacato ha negoziato l’acquisto di un terreno (dove ora c’è un garage) nel Lower East Side. Questo pezzo della Grande Mela si trova all’angolo delle strade Delancey e Pitt. Ogni partecipante al sindacato d’acquisto ha contribuito con $160.000 per il terreno e sborserà altri $240.000 per la costruzione di un condominio con 53 appartamenti.
Il venditore, Anthony Marano, ha deciso di vendere al gruppo Americano-Cinese perché la loro offerta era in contanti ed ha permesso di trovare un accordo in maniera spedita, senza bisogno di approvare un finanziamento.
Questa tipologia di investimento in sindacato è stata spesso usata all’inizio della storia di gruppi poi diventati colossi come Silverstein ed Helmsley.
L’interesse per questo tipo di transazioni è acceso in gruppi internazionali provenienti specialmente da: Israele, Germania, Cina, Brasile, Argentina, Sud Corea.
La portata degli acquisti varia dai $2,5 milioni ai $70 milioni generalmente. Gli investitori sono interessati all’investimento immobiliare a New York perché, in certi casi, preoccupati dalle loro economie locali, quindi desiderosi di mettere i soldi “nella cassetta di sicurezza”.
In alcuni gli investitori più abbienti sono incentivati dal fatto che, attraverso il visto EB-5, possano avere la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno permanente se il progetto in cui investono da lavoro ad abbastanza persone (10) e rispecchia alcuni parametri dettati dalla legge.

disastri
L’uragano Irene ed il terremoto di qualche settimana fa offrono lo spunto per ricordare altri disastri naturali (e non) passati dalle parti di New York negli ultimi secoli.
Durante la rivoluzione Americana, circa il 40% degli edifici vennero compromessi dai combattimenti. L’occupazione Inglese fece scendere il numero degli abitanti civili da 25.000 a 3.000.
Il cosiddetto Great Fire cominciò la notte del 16 dicembre 1835 e ridusse in cenere circa 20 isolati della città vicino la zona di Wall Street. Anche la borsa venne distrutta insieme ad oltre 600 edifici. La ricostruzione seguente fu veloce ed entro la fine dell’anno seguente furono costruiti 500 nuovi edifici.
Le rivolte legate al reclutamento forzato del 1863, durante la guerra di secessione, portarono alla morte di 100 persone ed alla distruzione di 50 costruzioni. Queste rivolte influirono sul decretare nuove leggi per una maggiore tutela delle classi disagiate che affollavano le case di Manhattan.
La singola giornata più tragica per New York prima dell’ 11 settembre fu il 15 giugno 1904. La nave General Slocum, ormeggiata nella zona del Lower East Side prese fuoco. Le vittime furono mille.
Il blackout durante l’estate del 1977 causò un casuale quanto tragico innescarsi di eventi. La crisi economica e la città di New York in particolare, la quale era vicina alla bancarotta, furono i motivi che portarono bande di sventurati ad attaccare 1.616 negozi e causare 1.000 incendi. I danni furono stimati a $300 milioni.
Tutti ricordiamo l’ultima tragedia dell’11 settembre 2001, quando morirono più di 3.000 persone nelle torri gemelle che crollando fecero anche sparire qualcosa come 14 milioni di piedi quadrati di spazio commerciale.

Canadesi
Negli ultimi trimestri il dollaro Canadese è stato relativamente forte.
Grandi fondi d’investimento dei nostri “vicini” del nord hanno scommesso molto su New York City nel 2011, comprando immobili commerciali di grande pregio. La quota totale di investimenti Canadesi nella Grande Mela (2011) stimata dalla società Real Capital Analytics è $2 miliardi (seguono Medio Oriente ed Asia con $1,4 miliardi ciascuno; poi Europa con $1,1 miliardi).
I Canadesi sono tornati ad investire a NYC a livelli che non si vedevano dal 2007 ($2,1 miliardi), ovvero prima del crollo finanziario. Gli investimenti 2008, 2009 e 2010 furono rispettivamente: $12,8 milioni, 23,2 milioni e $708,1 milioni.
L’economia Canadese è notoriamente meno liberale (si prendono meno rischi) di quella Americana; ciò ha giovato durante la crisi finanziaria che ha eroso meno valore in Canada. I fondi pensione Canadesi sono molto capitalizzati al contrario di quelli Americani, ed ora stanno sfruttando l’occasione di comprare degli immobili di pregio a Manhattan con un ritorno sull’investimento molto stabile. Rispetto al panorama mondiale New York è ancora considerata una cassaforte del valore.

Anche per questa volta è tutto, cari amici; non esitate a pormi qualsiasi domanda sul vostro futuro investimento immobiliare a New York City, sarò lieto di assistervi.

Un caro saluto,
Riccardo Ravasini

Photo by Mario Bucolo, all rights reserved: www.mariobucolo.info

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